Kivotos, Sabato 28 maggio, mattina
53 km
Solo il canto degli uccelli, qui nel cimitero di Kivotos. Sempre quest'aria
di abbandono, nella campagna greca: come un calendario fermo
vent'anni prima, che nessuno si preoccupa di aggiornare. Come se
correre dietro alla modernità avesse stufato tutti, qui.
Li capisco e condivido.
Una tomba del 2004 coperta di erbacce: ho letto che in Grecia i funerali
sono molto costosi e molti non possono permetterseli... del resto i morti
non hanno bisogno dei vivi. Se l'impoverimento permette di semplificare
l'esistenza e la fine dell'esistenza, che esso sia il benvenuto; se
l'impoverimento scaccia il business da ciò che business non dev'essere,
allora avanti con l'austerità. Non tutta l'austerità viene per nuocere: il
business è spesso un'erbaccia che soffoca la bellezza e il senso delle
cose.
Ieri la voglia di pedalare scarseggiava: a fatica giungo a Gravena,
ridente cittadina tra le colline. È il primo giorno caldo, nel meriggio il sole
è insostenibile. La bici emette rumorii preoccupanti e decido di visitare
un ciclista, che poi mi rimanda a un negozio più grande. Lì il ragazzo è
molto gentile, gli faccio provare la bici per capire il problema: il
movimento centrale è moribondo, bisogna cambiarlo, brutta storia.
Prova a smontarlo, ma non ci riesce, allora telefona a suo fratello, altro
ciclista, che arriva poco dopo: non è altri che quello del negozio in cui
ero passato in precedenza. Con molta energia smonta il pezzo e ne
monta un altro... ma non va. Lo riapre e ne riprova un altro ancora... io
lascio fare, ma inizio a preoccuparmi per il possibile costo di tutto ciò,
del resto quella è una delle poche riparazioni che da solo non potrei
assolutamente compiere. Provo la bici e i cigolii sono spariti, perfetto...
ancora più perfetto che non vogliano assolutamente soldi: eleftheri!
Nel rinnovato silenzio della pedalata, mi lascio alle spalle Gravena che
sprofonda nel caldo del pomeriggio: per la prima volta in Grecia, ho dei
dubbi sulla direzione. Kastoria è chiaramente indicata, ma solo via la
nuova autostrada, mentre del vecchio percorso non si sa niente. Diventa
un faticoso saliscendi collinare tra un lato della valle e l'altro, passando
varie volte sotto il cemento dell'autostrada.
Così arrivo a Kivotos che è già tardi: la campagna è fertile qui, molte
fattorie, fatico a trovare un posto per la notte...
Poi vedo l'entrata arrugginita a un parco, che è il parco dei morti, e mi
metto sotto il rondavel, presso la chiesetta in rovina. Persino le
fontanelle d'acqua potabile... allestisco un vero banchetto sul piccolo
tavolo in dotazione. Non passa nessuno, ma all'imbrunire arriva un tizio
in motorino, accende due ceri su una tomba e se ne va: non mi vede
perché mi nascondo dietro un muretto, più per scherzo che per timore di
essere mandato via.
Oggi vorrei giungere a Kastoria: su questa parte del percorso ho poche
informazioni, non so cosa mi attenda. Vorrei anche concedermi un vero
piatto greco in qualche ristorante: ma avrò il coraggio di spendere 10
euro?

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