domenica 13 luglio 2014

All'ombra delle farfalle in fiore

PN Ybycui, Paraguay, venerdì 11 luglio 2014

La lampada attira le farfalle, che mi sbattano sulla faccia.
Lo prendo come una forma di benvenuto.
Il fragore della cascata, a pochi metri da me, è una vera  musica per le mie orecchie: non ci saranno animali di grossa taglia, in questo piccolo parco, ma questo è uno dei migliori posti del viaggio, per accampare.


Non lo sarebbe fosse la stagione calda, immagino, col macello di gente che ci sarebbe: in posti da favola come questo, in cui la natura dà il meglio di sè, essere in due sarebbe tanto, essere in tre sarebbe troppo...Ricordo di una tribù africana che contava così: 1, 2, tanti...io invece conto così: 1, tanti, troppi...il passo avanti è matematico.
Sono arrivato qui ieri a mezzogiorno, sollevato dall'aver abbandonato la casetta verde di Julia: ieri mattina, mentre impazzivo per riassemblare il bagaglio, la tensione era evidente, non so che cosa lei temesse... poi mi sono ritrovato on the road, UFFFF, che sollievo! C'est triste, ma con le donne-neanche con quelle di New York-non si può essere "sciolti&naturali", non si può giocare a carte scoperte, il rapporto uomo-donna è davvero inquinato fin nelle radici, c'è un'ipocrisia latente che mi fa vomitare...c'è una barriera che non si può cancellare, e come nelle frontiere tra paesi poveri, ci si accumula tutta l'immondizia...cosa non si deve sopportare, per metterlo dentro ogni tanto! E dire che le avevo fatto ascoltare anche quella canzone, "Giulia", di Gianni Togni, così per scherzo...ma forse l'ha presa male?
Il momento critico, là chez Julia, è stato la seconda sera: io preparavo la cena, senza una parola, e ho voluto chiudere la finestra della cucina...ma quando tiro l'anta verso di me PATAPOOM! una serie di bottiglie cade giù dallo scaffale retrostante...AOHHH! CHE SUCCEDE!? ho gridato in italiano, riuscendo ad evitare di ridere...e scopro che Julia,lei, lega con un cordino l'anta allo scaffale, perchè con il vento non si muova... Julia è arrivata subito(era lì vicino, in effetti, a smanettare silente,tschk-tschk-tschk), ma le bottigliette di salsa, strano ma vero, erano intere...e il thermos???Julia raccoglie il thermos, e lo smonta per vedere se si è rotto...panico! se si è rotto lo devo pagare io? mi chiedo...ma niente, non si è rotto, era un buon termo di quelli robusti...questo della finestra è stato il clou della mia permanenza chez Julia, l'anedotto che racconterò ai nipotini che avrò il piacere di non avere (magari ai nipotini di qualcun'altro?).
Por suerte, c'è lei, la roja, non glielo metto dentro(per ora) ma mi sopporta sopra di lei per ore ed ore...che femmina!
Oggi è stata una giornata densa di movimenti. Sono sceso in bicicletta  all'entrata del parco, forse 2km, e mi sono recato al negozio, poco più in là, a fare il pieno di provviste: pane, formaggio, una patata, una cipolla...e vino argentino, ma in brick, perchè il vetro qui nel parco è proibito. 

 

 

Poi sono andato dal guardiaparque a pagare le due notti di campeggio, circa 2 dollari, e gli ho lasciato la lap-top a caricare, mentre mi sono fatto una camminata per il bosco fino a un'altra cascata, el salto escondido.
Son tornato dal guardiaparque, e di nuovo una scappata in negozio, manca sempre qualcosa, visto che il cibo serve anche a farcire la noia.
Il guardiaparque era ciarliero, ma mi annoiava, e me ne sono tornato qui, altra sudata sulla salitaccia di terra rossa, distrutta dalla pioggia...e non mi sono più mosso dalla veranda o quasi.


Nel pomeriggio, assai caldo, sono sprofondato nel sonno, e al risveglio era già ora di cucinare, visto che l'alcool che ho comprato brucia lento e ci metto una vita a far bollire l'acqua. Alle 17 e 30, è notte, che non è l'ideale per viaggiare in bici, nè per accampare.
Da ieri, l'itinerario è cambiato,e mi sono -forse-liberato da un peso: quello di dover passare per Asuncion...pensavo di andarci per certi necessari ricambi della bici, ma Oscar, una guida eco-turistica che era qui ieri con due clienti e un vecchio biologo tedesco, m'ha detto che a Villarica troverò tutto ed è una bella cittadina...così domattina parto verso Villarica, 70km, e non verso Asuncion.
Il biologo tedesco (ne ho indovinato la nazionalità, con suo disappunto, il deutsch perde il pelo ma non il vizio) vive in Paraguay da 30 anni:
"30 anni fa, era un paradiso, il Paraguay...c'era la dittatura, ma potevi dormire per strada e nessuno ti toccava. Oggi ammazzano impunemente."
Non so perchè tutti mi dicono che ai tempi di Stroessner "si poteva dormire per strada", forse perchè immaginano che io dorma per strada? Perchè non credo che il vecchio biologo tedesco-nè i suoi figli- dorma spesso per strada...


Oscar diceva invece che fino a 5 anni fa si stava bene ad Asuncion...
"E che è accaduto 5 anni fa?"
"Molta gente nella campagna ha venduto-credendo di concludere un affare- la terra a multinazionali brasiliane che ci piantano la soya, e sono arrivate ad Asuncion, a vivere nella miseria della periferia, senza lavoro...i giovani si danno alla droga e al crimine, e questo ha cambiato la faccia di Asuncion, che adesso è enorme e pericolosa.
In Brasile, le banche concedono prestiti a tassi ridicoli ai latifondisti, che vengono in Paraguay a comprarsi la terra, magari dopo aver regalato alla gente un'antenna e una TV, per farle credere che la felicità è altrove."
"E i politici (che la gente vota)?"
"E i politici sono collusi."
Questa storia-quella del flusso dalle campagne alle città-è antica e rivoltante, e ancora qualcuno la fa passare per "tappa inevitabile del progresso" e-peggio-ancora molti ci credono... Altra storia antica e rivoltante: che la gente sappia scegliersi solo i politici che la fotteranno, ma non si può capire questo da parte in causa, ci vorrebbero i marziani, con il loro disatnte, vitreo sguardo obiettivo, per spiegare perchè l'uomo sia così coglione per non parlare della donna).
Ovviamente, l'industrializzazione dell'agricoltura riduce la mano d'opera nella campagna, ma questo ha il solo -discutibile- vantaggio di aumentare la produttività (e di condurre alla sovraproduzione, inevitabile, oltre che al cibo-spazzatura).
PROGRESSO, SVILUPPO, CRESCITA ecco tre parole abusatissime che ogni persona onesta eliminerebbe dal dizionario socio-economico...
Intanto, grazie alle info di Oscar, io elimino il progresso(Asuncion) e resto nella quiete antica della campagna paraguaya(Villarica).


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